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8 E 9 GIUGNO H. 21.00 | LOFT - SUPERSTUDIO PIÙ

 
IL RAGAZZO CON L'ALBERGO
di GIAN MARIA CERVO
regia di DAVID WARREN
aiuto regia ADRIANO DE SANTIS, LORENZO D'AMICO DE CARVALHO
costumi ANDREA CAVALETTO, ANINA PINTER
scenografia GIANLUCA AMODIO
disegno luci MARCO PALMIERI
con FRANCESCA ANTONUCCI, PAOLA MINACCIONI, ALESSANDRA MUCCIOLI, DAVID PIETRONI, MARIA SAND, RICCARDO SINIBALDI, LIVIA TARUFFI, MARCO TEMPERA, ROBERTO ZIBETTI

coproduzione con IL FESTIVAL QUARTIERI DELL'ARTE DI VITERBO, IL BASSANO OPERA FESTIVAL e in collaborazione con IL CENTRO SPERIMENTALE DI CINEMATOGRAFIA - SCUOLA NAZIONALE DI CINEMA DI ROMA

Un'esplorazione drammaturgica fondata sull'inversione dei generi sessuali. Al posto di Mirandolina c'è un sex-symbol maschile assediato da tre donne-manager.

Viaggio nelle realtà e nelle finzioni delle identità del terzo millennio tra linguaggi di alta finanza e rilevazioni intimistiche, guidato dal regista di "Casalinghe disperate" ("Desperate Housewives", serie televisiva trasmessa in Italia dalla RAI) David Warren, attivo anche sui palcoscenici di Broadway e dell'off- Broadway (recentemente ha debuttato con la prima mondiale della versione di David Mamet di "The Voysey Inheritance" raccogliendo il consenso unanime dei critici americani)- che sfida e rompe la routine.

SULLA STRUTTURA
"Mi interessa "La locandiera" di Carlo Goldoni come testo di trasformazione; trasformazione sociale, sicuramente; ma anche trasformazione in senso drammaturgico: sono affascinato dalla struttura che scandisce le scene attraverso il numero di entrate e uscite. Ogni entrata, ogni uscita è un cambiamento emotivo. Nella mia riscrittura ho voluto lavorare sul rafforzamento della dimensione trasformativa di entrate e uscite: alcune scene si chiamano trasformazioni. E mi interessa "La locandiera" di Carlo Goldoni per il suo realismo perchè nella riscrittura, nella stesura de "Il ragazzo con l'albergo", mi ha portato a chiedermi cosa significhi realismo nel ventunesimo secolo, nella società dell'informazione, dove gli alberghi si sforzano di creare sogni concretizzati per i loro ospiti, dove tutto sta dentro tutto e dove perciò il quotidiano rivela sempre di più sotto la sua scorza miracoli, mostri e sorprese. Ma soprattutto mi interessano le potenzialità tematiche de "Il ragazzo con l'albergo" perchè l'albergo diventa una metafora della personalità del ragazzo e una metafora di Internet: che oggi è la metafora per eccellenza di una trasformazione economica sociale e vitale."
Gian Maria Cervo

LA SCENA
La scena è uno di quei enormi materassi quadrati bianchi (forse più grande di un ring di pugilato), circondati da una "scatola", un "cassetto" di legno e da cuscini bianchi dove gli ospiti degli alberghi e dei lounge bar del ventunesimo secolo fanno un po' di tutto: mangiano sdraiati facendosi portare il vassoio, si fanno fare massaggi, parlano, si rilassano. Quando stanno sul materasso sono sempre a piedi nudi, intorno al materasso indossano scarpe. L'ambiente che contiene il materasso diventa qualcos'altro - grazie all'aggiunta di pochi elementi - durante le "trasformazioni": ora una sala convegni di un albergo negli anni ottanta, ora il Rad Lab al MIT (Massachuttes Institute of Technology) nel 1933.

"...un sex-symbol maschile assediato da tre donne-manager"

 

 
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