5 E 6 GIUGNO H. 20.00 E H. 22.00 | GALLERY - SUPERSTUDIOPIÙ
‘Good Body è una produzione Duemiladodici
realizzata in collaborazione con Mercadante Teatro Stabile di Napoli.
GOOD BODY - IL CORPO GIUSTO
di EVE ENSLER
traduzione di SAMUELA PAGANI
regia di GIUSEPPE BERTOLUCCI e LUISA GROSSO
con ANGELA BARALDI, CHANTAL BUSERUKA SAFI, FIORELLA DE PIERANTONI,
SIMONA GORI GIORGINE MANGO, MUNA MUSSIE, MILITE OGBAZGHI, DANIELA PIPERNO,
NIURKA RAMIREZ, TITA RUGGERI, CRISTINA VOLTA
scene e costumi CHIARA LAMBIASE
luci PERRELLA LIGTING AND SOUND SERVICE
casting ISABELLA ALDROVANDI
fotografo di scena MARCO GHIDELLI
un progetto di NICOLETTA BILLI
in collaborazione con ROSALBA RUGGERI
delegati di produzione PAV DI CLAUDIA DI GIACOMO E ROBERTA SCAGLIONE
in collaborazione con ANNA DAMIANI e FRANCESCA CORONA
una produzone DUEMILADODICI
in collaborazione con MERCANTE TEATRO STABILE DI NAPOLI
* Il Corpo Giusto è pubblicato in Italia da Marco Tropea Editore.
Good Body di Eve Ensler nella traduzione di Samuela
Pagani e la regia di Giuseppe Bertolucci e Luisa Grosso arriva a
Milano. Dopo aver debuttato al MADRE, Museo d'Arte Contemporanea
Donnaregina di Napoli a gennaio, e presentata nell'ambito della
stagione 2006|2007 del Teatro Mercadante, la singolare messa in
opera il 5 e 6 giugno è ospite al festival Fabbrica dell'Uomo. Identità
e Passioni. Le nuove stagioni del desiderio. Firmata dalla stessa
autrice che sei anni fa, in tutto il mondo, con I Monologhi
della Vagina e il V-day
ha dato il via a un nuovo corso in materia di eventi teatrali, vede
protagoniste Angela Baraldi, Chantal Buseruka Safi, Fiorella De
Pierantoni, Simona Gori, Georgine Maungu Liwoza, Muna Mussie, Milite
Ogbazghi, Daniela Piperno, Niurka Ramirez, Tita Ruggeri, Cristina
Volta.
Il nuovo testo della Ensler ha come modello esplicito quello
del réportage giornalistico: un grande tema e una serie
di testimonianze da varie parti del mondo, raccolte da qualcuno
(l'autrice) particolarmente implicato e partecipe. Good
Body ha molto in comune con le idee dell'ultimo Pasolini.
L'autrice affronta le tematiche della manipolazione fisica del corpo
femminile attraverso i modelli che la società e la cultura mediatica
impongono.
Vite vissute: persone realmente esistenti, celebrità con l'onere e l'onore della loro emblematicità, ma anche sconosciute, che portano in dote i tesori segreti del loro anonimato. La comunicazione si sostituisce alla natura, la copia all'originale. Le donne di Good Body appaiono come veri e propri segni dei tempi: relitti martoriati dall'onda anomala della globalizzazione; ma al tempo stesso potenti e tragicomiche icone di un presente totalitario (e totalizzante) che attraverso il pensiero unico dei media, tende a cancellare le differenze e a generare un mostruoso corpo unico, un modello femminile esteticamente e morfologicamente corretto, al quale non è consentito sottrarsi. Immagini, icone, segni, comunicazione: è il destino del corpo femminile nell'universo globale mediatico la domanda che pone Good Body.
I temi e la struttura stessa del testo hanno guidato la scelta dei registi Giuseppe Bertolucci e Luisa Grosso di una messa in opera capace di porre lo spettatore in una condizione diversa da quella teatrale classica. Un'evento in cui il testo è riletto in una prospettiva espositiva e itinerante: proponendo i singoli personaggi, i loro singoli monologhi, come opere d'arte.
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Vite vissute: persone realmente esistenti, celebrità con l'onere e l'onore della loro emblematicità, ma anche sconosciute, che portano in dote i tesori segreti del loro anonimato.
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